04 novembre 2026

Stress: sintomi, fasi e 5 consigli pratici

A cura della Dott.ssa Clara Luraschi, Psicologa Psicoterapeuta
4 novembre 2026


“S.O.S. STRESS!!”

“Ho spesso mal di testa”, “Il mio collo e le mie spalle sono costantemente in tensione”, “Soffro di bruciore allo stomaco/gastrite”, “Dormo poco e male”, “Ho eruzioni cutanee e sudorazione eccessiva”.

Cosa mi succede?!?

Sei stressato! Hai necessità di fermarti, staccare la spina e riprendere contatto con te stesso per ritrovare il tuo benessere psico-fisico.


Le tre fasi dello stress

Lo stress, secondo il modello GAS (Sindrome Generale di Adattamento) teorizzato da Hans Selye, segue tre fasi principali.

Fase 1 — Allarme

L’organismo percepisce una minaccia e attiva una risposta, che può essere di attacco o di fuga. A livello fisico vengono rilasciati ormoni come adrenalina, noradrenalina e cortisolo. Il corpo si prepara a reagire rapidamente aumentando il battito cardiaco, la pressione e la frequenza respiratoria.

Fase 2 — Resistenza

Se lo stimolo stressogeno persiste, il corpo cerca di adattarsi e trovare un nuovo equilibrio. A livello fisico continua la produzione di cortisolo. L’organismo prova a fronteggiare la situazione, ma questo stato prolungato inizia a indebolire le difese immunitarie e le risorse psicofisiche.

Fase 3 — Esaurimento

Le risorse energetiche del corpo si esauriscono del tutto e l’organismo non riesce più a sostenere la resistenza. A livello fisico si sviluppano stanchezza cronica, crolli psicofisici e aumenta la predisposizione all’insorgenza di disturbi o malattie.


Perché mi stresso? Le principali forme di stress

Lo stress può essere:

  • Legato al tempo: è tipico di quando ci si sente sopraffatti dalla percezione della mancanza di tempo, da scadenze strette, agende troppo fitte o dalla paura di non riuscire a concludere ciò che ci si è prefissati.
  • Anticipatorio: pensiero fisso, ansia o preoccupazione focalizzati su un evento futuro che deve accadere.
  • Situazionale: situazioni di emergenza, conflitti, perdita di controllo o minacce inaspettate alla propria sicurezza o al proprio ruolo.
  • Interpersonale: deriva dal timore di dover interagire con persone specifiche, difficili o imprevedibili, oppure da un sovraccarico di contatti sociali e relazioni conflittuali.

Come posso affrontarlo? 5 consigli pratici

Ecco cinque consigli pratici da attuare.

1. Ricaricarsi

Imparare ad ascoltare i segnali che il nostro corpo ci invia, fermarsi e ritagliarsi un momento per se stessi. Come? Interrompendo il fattore stressogeno: ad esempio, aprendo la finestra e facendo entrare dell’aria fresca, respirando a pieni polmoni, ascoltando musica piacevole e rilassante o facendo qualcosa che permette di distogliere l’attenzione da quel fattore attivante.

2. Respirare correttamente

Attuare la respirazione diaframmatica per far entrare e uscire l’aria in modo profondo e rilassato.

Come attuarla? Sdraiati a pancia in su, piega le ginocchia mantenendo i piedi appoggiati a terra e rilassa spalle e collo. Metti una mano al centro del petto e l’altra all’altezza dell’ombelico per controllare il movimento. Inspira lentamente e profondamente dal naso per 3-4 secondi, cercando di far sollevare solo la mano sulla pancia. Espira lentamente per 6-7 secondi, facendo sgonfiare l’addome e tornare la mano nella posizione iniziale.

3. Prendersi “il giusto tempo”

Non avere paura di non avere tempo: fare le cose con calma, programmando sia le diverse fasi operative sia i momenti di stacco e pausa. La pausa non è una perdita di tempo, ma un guadagno di tempo, poiché permette di ricaricarsi ed essere più performanti.

4. Stabilire confini e limiti

Essere assertivi e consapevoli di ciò che, in quella circostanza, siamo in grado di fare, al fine di ottenere un risultato soddisfacente.

5. Restare nel qui e ora

Concentrarsi sul presente, su ciò che serve in quel momento e per quell’obiettivo, senza perdersi in proiezioni future del tipo “Se facessi… potrei…”.


Quando chiedere supporto

Contenuto informativo: non sostituisce il parere del medico o dello psicologo. In caso di disturbi persistenti, rivolgiti a un professionista sanitario.

Se senti il bisogno di un supporto professionale, puoi prenotare un colloquio psicologico presso il Centro Metadoc.


A cura della Dott.ssa Clara Luraschi, Psicologa Psicoterapeuta
Direttore Sanitario: Dott. Castellaneta Antonio Gianluca